“Di Pietro sbaglia analisi politica e metodo di confronto quando attacca l’udc”. Lo afferma l’On.Amedeo Ciccanti, Deputato udc commentando in una manifestazione udc ad Ancona con l’On. Cesa le affermazioni irriguardose espresse dal leader IDV. “Di Pietro – sostiene – critica il senso di responsabilita’ di Casini che considera preminenti gli interessi dell’Italia a quelli di parte. Una domanda e’ d’obbligo: se il 14 dicembre Berlusconi non ha la maggioranza alla Camera, c’e’ un’altra maggioranza in grado di governare? Se Berlusconi non puo’ governare con solo qualche voto di scarto, per quale ragione la stessa regola non vale per un eventuale governo tecnico alternativo? Noi – prosegue il parlamentare udc – abbiamo chiesto a Berlusconi di compiere un atto di generosità’ verso il suo Paese superando l’autosufficienza e abbiamo chiesto di fare altrettanto ai parti più’ responsabili dell’opposizione, ma l’impressione che riceviamo e’ ognuno pensa a pensare secondo le proprie convenienze elettorali e di potere”. “Se Berlusconi e Di Pietro non riescono a capire che ne’ la sinistra e ne’ la destra hanno oggi la forza di governare, non capire questo – ha concluso – il futuro dell’Italia non puo’ essere giocato nel gioco d’azzardo delle elezioni anticipate. E’ sicuro Di Pietro, stante la crisi della sinistra (si vedano le primarie di Milano) che le elezioni le vinca lui? E se le vincesse Berlusconi? Possiamo rischiare? E se si pareggiasse? Forse ne guadagnerebbe l’udc, ma non e’ questo che ci interessa, ma l’Italia. Usi la ragione Di Pietro!”.
Archivio di novembre 2010
Ciccanti (udc): Di Pietro sbaglia analisi politica
lunedì, 22 novembre 2010Ciccanti (udc): troppa fretta per pensare al Governo.
domenica, 21 novembre 2010“Troppa fretta nell’interpretazione delle parole di Casini per un Berlusconi bis allargato all’udc”. Lo afferma l’On.Amedeo Ciccanti, Deputato dell’udc, rispondendo alle centinaia di persone che lo interpella no sulla presunta svolta di Casini. “Non c’e’ nulla di nuovo – sottolinea il parlamentare udc – ma solo coerenza nelle parole di Casini, il quale ha sempre affermato che per discutere di un nuovo Governo occorrono prima le dimissioni di quello attuale e questa posizione non e’ cambiata a Milano”. “Semmai – conclude – si puo’ eventualmente discutere se porre una questione di un Berlusconi bis, che lo stesso Casini qualche settimana fa aveva scartato, ma che potrebbe essere recuperata solo alla condizione di una riforma elettorale in senso proporzionale senza premio di maggioranza, che e’ la madre di tutte le battaglie dell’udc”.
Ciccanti (udc): dal patto sociale al patto politico
sabato, 20 novembre 2010“La Marcegaglia e Bonanni ha concentrato la prospettiva di medio periodo delle loro organizzazioni al dialogo con la politica e con il sistema delle banche e della finanze, e’ inevitabile, direi obbligatorio, che la politica faccia altrettanto”. Lo afferma l’On.Amedeo Ciccanti, capogruppo della commissione bilancio della Camera dell’udc. “La proposta di Casini di un governo di unita’ nazionale – afferma ancora – va in questa direzione e Berlusconi farebbe bene a raccogliere la linea della Confindustria, la quale si e’ resa conto che dalla crisi non siamo ancora usciti e che c’e’ bisogno di unire tutte le migliori forze del Paese per fronteggiare anche le ripercussioni delle restrizioni sul debito della nuova linea europea, che penalizzerà’ ulteriormente l’Italia”. “Berlusconi deve uscire dalla sindrome dell’assedio e dell’autosufficienza – osserva a margine dell’Assemblea nazionale dell’udc a Milano – per aprirsi alla ‘grande coalizione’. Solo giocando in positivo e in avanti la prospettiva politica potrà’ rileggittimare la sua leadership piuttosto che giocare al ribasso come sta facendo”. “La sinistra come forza di governo – conclude – si sfida sul bene del Paese e sulle cose da fare e non in una permanente ‘guerra civile’ che porta l’Italia a dividersi quando invece tutte le forze morali e sociali invitano alla sintesi e all’unita”.
Ciccanti (UDC): sconfitta la famiglia
giovedì, 18 novembre 2010“L’udc ha sfidato la maggioranza sul tema della famiglia nella ‘legge di stabilita’ e la famiglia ne e’ uscita sconfitta, nonostante gli impegni del Governo alla Conferenza nazionale sulla famiglia”. Lo afferma il capogruppo udc alla commissione bilancio della Camera On.Amedeo Ciccanti, che sottolinea: “la difesa ideologica della famiglia non risolve il problema delle nuove poverta’ che colpiscono soprattutto i nuclei con figli minorenni a carico”. “Gli emendamenti dell’udc – sottolinea – ha impegnato la Camera ad interrogarsi sui temi delle detrazioni fiscali
per carichi di famiglia, per spese di gestione della casa, servizi essenziali compresi, acqua, luce,gas”. “L’udc – sostiene Ciccanti – aveva posto limiti di riconoscimento per reddito e spesa, quindi con un carico di oneri pubblici intorno a 500.000 milioni da recuperare nella tassazione delle rendite finanziarie speculative”. “Si tratta – conclude – di applicare la regola ‘dalle persone alle cose’ che caratterizzerà’ la riforma tributaria annunciata dal Ministro Tremonti, anche se ha dato poi il suo parere contrario alle proposte dei centristi”.
Ciccanti (udc): marcia indietro sulle liberalizzazioni
venerdì, 12 novembre 2010“E’ un errore del Relatore quello di aver riportato indietro alcune conquiste ottenute con la legge 78/2010 in materia di dismissioni di societa’ comunali per la gestione dei servizi pubblici, le cosiddette ‘miniri’ municipali”. Lo afferma il capogruppo udc On.Amedeo Ciccanti alla commissione bilancio della Camera che sta esaminando la legge di stabilita’. “Solo udc e idv – sottolinea – hanno votato contro l’emendamento del Relatore che cancella il divieto dei comuni al di sotto dei 30.000 abitanti di possedere proprie societa’ pubbliche”. “Invece di liberalizzare anche sopra i 30.000 abitanti – conclude – si toglie quello che di buono si e’ fatto finora, a danno dell’aumento delle tariffe per i cittadini, senza alcuna forma di concorrenza che potesse affermare un livello qualita’-prezzo del sevizio, privilegiando il monopolio della gestione, che purtroppo da’ bilanci attivi”.