Archivio di luglio 2012

Governo: sulle province non si torna indietro.

mercoledì, 25 luglio 2012

“Ci sono tensioni politiche di tipo territoriale, sul decreto che taglia le province ,che si scaricano sui senatori, con conseguenti forti pressioni sul governo perché si torni indietro, ma indietro non si torna”. Sono le parole ferme di alcuni uomini di governo con cui si sono confrontati i Deputati Agostini e Ciccanti durante il dibattito sul decreto crescita. “Saranno probabilmente fatti alcuni ritocchi sulle monoprovince regionali e sugli accorpamenti delle province di area metropolitana per evitare duplicazioni illogiche – è stato affermato – ma non si andrà oltre rispetto ai criteri di cui alla delibera del Governo sui criteri di accorpamento”. “Ci sembra – hanno sottolineato i due parlamentari piceni – che qualunque azione dissuasiva sia stata messa da parte sia dall’UPI che dall’ANCI per evitare l’abrogazione totale, ma anche perche’ l’85% degli italiani è favorevole al taglio delle province e di questi elementi di valutazione se ne dovrà tenere conto, Regione Marche compresa, a prescindere dalle spinte particolaristiche”.

CICCANTI,UDC: USCIREMO DALLA CRISI MA SAREMO DIVERSI

martedì, 24 luglio 2012

L’udc di S.Benedetto e dei comuni costieri si sono ritrovati presso l’Hotel Calabresi, in un una sala affollata, nonostante il maltempo, con l’On.Ciccanti per discutere con quali proposte uscire dalla crisi. Dopo una breve analisi dell’attuale situazione italiana, europea e mondiale, facendo parlare i dati e senza fare polemiche politiche, sono state focalizzate le criticità dei vari sistemi, denunciando i ritardi della politica, chiusa nei particolarismi e nei suoi egoismi nazionali, rispetto ai controlli sulla finanza internazionale, sulla spesa pubblica e sul conseguente debito pubblico, con gravi effetti sull’economia reale, ossia su chi lavora e produce ricchezza collettiva. Partendo da due constatazioni, quello demografico, con il raddoppio degli abitanti della terra in trent’anni – oggi siamo sette miliardi di persone ed arriveremo a nove nel 2040 – e quello della globalizzazione, con la internazionalizzazione della finanza e con la comunicazione internet e videofonia, tutti dobbiamo renderci conto che è cambiata la distribuzione della ricchezza nel mondo e il senso della libertà. E’ finita l’epoca dove un terzo del mondo viveva a spese degli altri due terzi che subiva in silenzio. Nuovi protagonisti economici e sociali, quali per esempio i paesi emergenti, i cosiddetti BRICS, stanno prendendo la scena soppiantando le vecchie economie mature dell’occidente, Europa e Stati Uniti in particolare. Nuove esigenze di libertà si stanno affermando come dimostra la ‘primavera araba’ i cui esiti sono tutti da decifrare. “Siamo cittadini del mondo e dobbiamo saperci riposizionare dentro nuove sfide – ha sottolineato – che sono quelle di popoli più giovani e motivati della vecchia Europa e quelle della sostenibilità ambientale e delle nuove frontiere della scienza e della tecnologia, dove non si può rimanere indietro”. Secondo Ciccanti “dobbiamo avere una sola parola d’ordine: competitività; declinandola però verso il valore aggiunto della conoscenza. Quindi investire sull’intelligenza, sul sistema scolastico, sull’università e sulla ricerca”. L’Italia deve fare una scelta strategica: ristrutturare il suo sistema produttivo puntando sulla qualità piuttosto che sul prezzo. “I nostri concorrenti – ha detto – non sono i cinesi, ma tedeschi, giapponesi e americani. Solo così potremmo utilizzare l’enorme potenziale intellettuale dei nostri giovani senza farli deperire nel precariato e nella fuga di cervelli”. L’analisi si è concentrata sulle risorse finanziarie. Dopo aver constatato le criticità del funzionamento della pubblica amministrazione, definita “una macchina burocratica costosa e fastidiosa, una palla al piede di un’economia che non riesce a camminare, anche perché intrisa da lobbies di partiti e sindacati”, il Deputato ha messo in guardia i presenti sul futuro della finanza pubblica italiana: “la settimana scorsa – ha rimarcato – la Camera ha ratificato due Trattati, il Fiscal Compact e la istituzione del fondo permanente salva-stati (ESM). Il primo impegna l’Italia a dimezzare il suo debito pubblico con il rientro ogni anno, per venti anni, di 1/20 del PIL; ossia trasferire mille miliardi di spesa dalle ‘tasche’ dello Stato alle ‘tasche’ degli italiani. Il secondo, che è appeso alla sentenza del prossimo 12 settembre del Tribunale costituzionale tedesco, potrebbe, nel breve e medio periodo, darci una boccata di ossigeno mitigando gli effetti della speculazione finanziaria con l’alto spread, che divora la nostra finanza pubblica e blocca il sistema creditizio nel finanziamento a famiglie ed imprese. Se non decolla, per mano tedesca, tutto diventa più difficile!”. Secondo il parlamentare udc, “i problemi italiani hanno soluzioni obbligate, perché obbligate sono le strade del contesto internazionale dove il mondo è diventato ‘liquido’ senza più le vecchie gerarchie, dove nessuno fa sconti e dove ciascuno deve camminare con le proprie gambe e quindi chiunque andrà a governare, dovrà proseguire l’opera del Premier Monti. Un ritorno a pratiche politiche vecchio stampo di qualche anno fa, significa avviare al suicidio il nostro Paese”. “La via riformista per cambiare regole e mentalità, soprattutto di chi governa il Paese ai vari livelli, significa anche per i cittadini cambiare stili di vita in un mondo che è diventato diverso, senza poter più pretendere una pubblica amministrazione che dà tutto a tutti e dove bisogna spendere meglio per spendere meno. Significa anche – ha sintetizzato – prendere coscienza che le risorse naturali non sono infinite e per di più sono aumentate le pretese su di esse da parte di altri popoli e che l’ambiente è condizione di vita degli esseri umani, dove il suo consumo ha costi sociali e di salute da mitigare con un benessere economico equo e sostenibile per le generazioni future”. “Scopo della politica – ha concluso – è governare l’uomo e la natura per lasciare alle generazioni future un mondo migliore di come l’abbiamo trovato”.

“Uscire dalla crisi: le proposte dell’udc”

domenica, 22 luglio 2012

Domani, alle 21.00, alla Palazzina azzurra – v.le Buozzi – l’On.Ciccanti, capogruppo alla Commissione bilancio della Camera e parlamentare marchigiano terra’ un convegno sulle proposte dell’udc per uscire dalla crisi. Il convegno e’ stato organizzato dalla sezione di S.Benedetto e dal Comitato provinciale dell’UDC. Con il convegno si intende ragionare sulle politiche di controllo dei conti pubblici e sulle misure per la crescita portate avanti finora dal Governo Monti e della sua maggioranza, di cui l’udc ne e’ il partito più convinto sostenitore. Si vuole anche affrontare gli scenari futuri, capire con quale coalizione andare alle elezioni politiche del 2013, ovvero se ci sono le condizioni per una consultazione anticipata e con quale legge elettorale. Si vuole discutere e capire quale sara’ il futuro dell’euro e se ci sara’ un futuro per la nostra moneta e a quali condizioni economiche e sociali, posto che l’Italia ha il primo debito pubblico dell’Europa e il più’ basso tasso di sviluppo negli ultimi 10 anni. Si cercherà’ di capire chi saranno le vittime dei tagli della spesa pubblica – la ormai nota spending review – e quale anello della catena del valore nazionale subirà’ il peso dei maggiori sacrifici che comunque dovranno essere fatti per dimezzare nei prossimi 20 anni i 2.000 miliardi di debito pubblico, secondo gli impegni del Trattato che va sotto il nome di Fiscal Compact, ratificato dalla Camera qualche giorno fa. Si parlerà’ di politica nazionale e politica locale; della riforma dei partiti e delle istituzioni, dell’Europa e del Mondo.

Una nuova provincia Ascoli-Fermo

venerdì, 20 luglio 2012

“Oggi il governo approva il decreto legge per la riforma delle province a Costituzione invariata, con due criteri: soglia minima di 350.000 abitanti e 2.500 kmq.”. Lo riferisce l’On.Ciccanti che sta seguendo con molta attenzione l’evoluzione della nuova riforma normativa. “Le due province di Ascoli e Fermo quindi – come ho sempre sostenuto – sono obbligate a tornare insieme”. “Torno però a insistere su uno schema che proposi nel 1990 – sostiene Ciccanti – una provincia a due teste come Pesaro Urbino, ossia mantenendo i due capoluoghi con una distribuzione equa ed intelligente della direzionalità dei servizi, cominciando fin da ora a discuterne senza pregiudizi e senza risentimenti”. “Se così non fosse – prosegue il parlamentare udc – il rischio sarebbe quello di una mega provincia tra Macerata, Fermo ed Ascoli, di circa 600.000 abitanti, risolvendo più i problemi di Macerata che nostri”. “Infatti – sottolinea il parlamentare con lungimiranza – siccome l’iniziativa e’ dei comuni del comitato autonomie locali regionale stabilire in quale provincia collocarsi, c’è il rischio che Macerata con i suoi 330.000 abitanti, per colmare il deficit di popolazione faccia shopping tra i comuni del nord di Fermo, abbassando sotto i 350.000 il bacino di 368.000 abitanti di Ascoli-Fermo”. “Credo – conclude – che Macerata debba erodere comuni verso nord, ossia verso Ancona che ha 400.000 abitanti, al fine di ricomporre le province delle Marche su una equilibrata distribuzione di carichi di popolazione”.

Incontro Governo Agostini Ciccanti

giovedì, 19 luglio 2012

I Deputati Agostini e Ciccanti hanno incontrato gli esponenti del Governo durante l’esame del decreto sullo sviluppo, al fine di verificare come le misure previste possano essere utili al rilancio delle aree che nell’ultimo triennio hanno subito un processo di deindustrializzazione, a causa della recessione economica, tra cui quella del piceno e della Val Vibrata. Il confronto è stato molto utile e costruttivo, perchè da una parte ha fatto emergere la realtà della crisi produttiva ed occupazionale dell’area industriale ex Casmez e dall’altra ha fatto mettere a fuoco gli strumenti di intervento pubblici ritenuti più congrui per la consistenza delle difficoltà sopravvenute. Sulla base delle disposizioni in corso di esame, è purtroppo venuto meno il significato e l’importanza del famoso Protocollo d’Intesa tra i territori di confine dell’Abruzzo e delle Marche, su cui le istituzioni e le forze sociali avevano rimesso molte speranze. Quel tipo di approccio alle problematiche di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione è ritenuto inidoneo e fuori dai nuovi parametri di intervento pubblico previsto dallo Stato. Detto strumento, maturato nel 2008, prima della crisi finanziaria, è stato in seguito inflazionato con altre centinaia di iniziative similari in tutta Italia. Si tratta quindi di ripensare e rimodulare – secondo il Ministero per lo Sviluppo Economico – gli strumenti di intervento pubblico per rilanciare la reindustrializzazione della Vallata del Tronto e della Val Vibrata, rivitalizzando le iniziative in grado di riassorbire la grave disoccupazione che si è accumulata in questi ultimi quattro anni, soprattutto nelle fasce di età più marginali.Le risorse sono molte scarse, ma ci sono adesso le norme giuste per ricostruire un percorso con interventi mirati, in grado di coinvolgere investimenti privati e pubblici, in forma più stringente ed operativa, in un quadro di certezze progettuali concrete e realizzative, che superino la mera logica dei finanziamenti a pioggia. Gli interventi previsti dal decreto sviluppo mirano a favorire investimenti ad alta intensita di occupazione qualificata, soprattutto attraverso incentivi fiscali e non finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato come avveniva nel passato. Il credito d’imposta è lo strumento fiscale più idoneo. Esso presuppone però l’esistenza di un’attività produttiva concreta e vitale sul mercato. I due parlamentari ascolani, in accordo con i rappresentanti del Governo, si sono dati un prossimo appuntamento alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la breve pausa estiva, al fine di mettere in atto un preciso progetto di interventi mirati. Nei loro obiettivi c’è la volontà di ridare speranza ai giovani che non vogliono emigrare per mancanza di lavoro!

SPENDING REVIEW: CICCANTI, REVISIONE SPESA E’ SFIDA FUTURA

domenica, 8 luglio 2012

PENDING REVIEW: CICCANTI, REVISIONE SPESA E’ SFIDA FUTURA =
(AGI) – Roma, 8 lug. – “Il ‘fiscal compact’ ci dice che nei prossimi 20 anni 1.000 miliardi di euro dovranno passare dalle tasche dello Stato alle tasche degli italiani e chiunque governera’ questo Paese dovra’ saperlo fare assicurando equita’ e coesione sociale in una logica di competitivita’ globale”. Lo afferma Amedeo Ciccanti, capogruppo Udc alla commissione bilancio alla Camera dei deputatiin merito al provvedimento sulla ‘spending review’.
(AGI) – Roma, 8 lug. – La spending review, spiega Ciccanti “non e’ una decisione ‘una tantum’ ma un metodo e un programma che vedra’ altri interventi di ‘revisione della spesa pubblica’ per renderla compatibile agli obiettivi di finanza pubblica, in testa ai quali ci sta la riduzione del debito pubblico e della riduzione della pressione fiscale come presupposto per la crescita”. “Sostenere questo governo e quelli futuri – conclude – significa saper trovare il giusto equilibrio tra costi e risultati, senza affidarsi alla scorciatoia dei tagli lineari e all’arretramento cieco dello stato sociale”.