Intercettazioni: blogger come giornalisti

“Non capisco perchè nel nuovo testo della legge sulle intercettazioni i blogger debbano avere una zona franca penale e non debbano, invece, soggiacere come tutti gli altri operatori dell’informazione alle stesse regole di salvaguardia della tutela della privacy”. Lo afferma in una nota il Deputato dell’udc Amedeo Ciccanti, criticando alcune proposte di modifica della destra al testo della Presidente Bongiorno. Secondo il parlamentare udc “è una aberrazione giuridica punire un giornalista per una frase detta o scritta e non punire per la stessa identica frase un blogger”. “Sostenere la difersità delle piattaforme di comunicazione e delle connesse dinamiche di controllo – sottolinea – è una grande ingenuità, perchè anche per i blogger ‘la legge non ammette ignoranza’ dal momento che ognuno, quando scrive o parla, deve sapere quello che dice, così come avviene nelle normali relazioni umane a prescindere dalla tradizionale comunicazione sui media. Nè vale invocare la sterilità di tale disciplina di eguaglianza di trattamento, alla luce dei possibili raggiri tecnici attraverso ‘provider’ esteri (si veda l’ultima normativa esimente dell’Irlanda), perchè possono esssere puniti anche i reati compiuti all’estero, contro cittadini o istituzioni italiane”. “Tale impunità se dovesse passare – conclude – trasformerebbe dopo qualche settimana i blog nel più grande ‘affare’ del web, sapendo che ognuno può, in quei siti, compiere i più impietosi atti squadristici!”.

40 Commenti a “Intercettazioni: blogger come giornalisti”

  1. Salvatore scrive:

    La prego di rettificare la minchiata che ha appena scritto: si tratta di ISLANDA… Presuntuoso e pure ignorante.
    Ha mai sentito parlare del Speakers Corner in Hyde Park a Londra? Nooo??? Ebbene le spiego di cosa si tratta.
    Era il posto in cui a Londra la gente era libera di dire tutto quello che voleva:
    cito da Wikipedia
    “Notevole esempio del concetto di libertà di opinione, qualsiasi persona può presentarsi senza essere annunciata e parlare su praticamente qualsiasi argomento desideri, anche se è probabile che verrà provocata dai frequentatori abituali con opinioni opposte.

    Questo è un blog. Per quello che ha scritto e pensa lei c’è il reato di diffamazione.

    Una domanda: una condanna in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, merita la rettifica del termine ONOREVOLE?
    Lo dica al suo compagno di partito … e baciamo le mani

  2. Simosito scrive:

    Gentilissimo signore,

    è sicuramente corretto voler limitare l’anarchia d’espressione, anche perché nessuna legge (né l’Articolo 21 della Costituzione Italiana, né il Primo Emendamento di quella Americana, tanto per citarne un paio) tutela la spregiudicatezza dei giornalisti, siano iscritti a un albo o dilettanti; il problema dell’attuale proposta di legge è richiedere a qualunque ‘webmaster’ o ‘blogger’ (ovvero coloro che pubblicano su internet), siano professionisti stipendiati o semplici “appassionati”, di rettificare entro 48 ore.

    Pur essendo necessario e utile l’obbligo di rettifica per le pubblicazioni telematiche, sarebbe più corretto distinguere tra ‘giornali online’ (ovvero quei siti già soggetti a registrazione secondo la legge sulla stampa) e ‘spazi di discussione’ o ‘siti amatoriali’ (ovvero amministrati e aventi contenuti inseriti nel solo tempo libero dell’amministratore/webmaster); dovrebbe tenere a mente, dunque, il Legislatore che, quantunque non immune alla legge, un appassionato che pubblichi testi su Internet non ha i mezzi di controllare se abbia ricevuto richieste di rettifica colla stessa frequenza di una ‘redazione’, né potrebbe avere competenze o risorse tali da verificare se detta richiesta sia legittima o un abuso di un mezzo legittimo per metterlo a tacere.

    Sperando che Lei voglia leggere questo commento,
    nel desiderio che si possa instaurare con il presente una discussione pacifica,
    La saluto cordialmente,
    S.R.,
    autore di un sito internet+blog

  3. [...] Parola di Amedeo Ciccanti, UDC. Ecco come certa “opposizione” difende la libertà di espressione in Rete. Pensando che se non passasse l’obbligo di rettifica (così come contenuto nell’attuale stesura del comma 29 art. 1 del ddl intercettazioni) i blogger avrebbero una “zona franca penale“, per cui in caso di diffamazione, ad esempio, la legge non potrebbe punirli. E ventilando il rischio che l’eventuale accoglimento degli emendamenti possa produrre una modifica che introduca una improbabile “impunità” che renderebbe leciti “i più impietosi atti squadristici”. Così che fare il blogger diventerebbe un “affare” (certo, gireremo tutti con l’auto blu). [...]

  4. [...] Parola di Amedeo Ciccanti, UDC. Ecco come certa “opposizione” difende la libertà di espressione in Rete. Pensando che se non passasse l’obbligo di rettifica (così come contenuto nell’attuale stesura del comma 29 art. 1 del ddl intercettazioni) i blogger avrebbero una “zona franca penale“, per cui in caso di diffamazione, ad esempio, la legge non potrebbe punirli. E ventilando il rischio che l’eventuale accoglimento degli emendamenti possa produrre una modifica che introduca una improbabile “impunità” che renderebbe leciti “i più impietosi atti squadristici”. Così che fare il blogger diventerebbe un “affare” (certo, gireremo tutti con l’auto blu). [...]

  5. Juan Carlos De Martin scrive:

    Gentile On. Ciccanti,

    temo che non sia stato adeguatamente informato: il Codice Penale, infatti, si applica – da sempre – al web in tutte le sue forme. Chi diffama, calunnia, ecc. puo’ dunque essere perseguito oggi come dieci anni, senza bisogno di nuove norme che equiparando il Web in tutta la sua varieta’ a qualcosa di professionale come La Stampa avrebbe solo l’effetto di gelare la liberta’ di parola online. Su questo argomento, mi permetto di invitarla a leggere un articolo pubblicato in prima pagina de La Stampa di oggi: http://tinyurl.com/37osmjb.

    Con i migliori saluti,

    juan carlos de martin

  6. arianna scrive:

    Gentile deputato Amedeo Ciccanti,
    Le scrivo a nome di blogger e utenti della Rete. Abbiamo letto con sconcerto stamattina il suo pensiero sui blog e sul comma 29.

    Questo è un post (http://ilnichilista.wordpress.com/2010/07/28/zona-franca-penale-e-impietosi-atti-squadristici-la-rettifica-per-i-blog-secondo-ludc-ciccanti/) di Fabio Chiusi – Il Nichilista che spiega bene perché Lei si sbaglia.

    E poi è l’Islanda non l’Irlanda, prima di scrivere faccia come noi si documenti bene.
    Grazie per l’attenzione, cordialità
    Arianna Ciccone.

  7. Fabio Chiusi scrive:

    Gentile Onorevole,

    concordo con quanto scrive Juan. Mi sono sentito in dovere, da blogger, di difendere la categoria rispetto a quanto scrive. In particolare parlare di “atti squadristici” mi è sembrata una caduta di stile. In questo pezzo le segnalo tutte le imprecisioni e gli errori che ho riscontrato nel suo ragionamento.

    http://ilnichilista.wordpress.com/2010/07/28/zona-franca-penale-e-impietosi-atti-squadristici-la-rettifica-per-i-blog-secondo-ludc-ciccanti/

  8. Gnu scrive:

    Come al solito. Un altro politico che parla senza sapere le cose. Poi ci soprendiamo se il paese va a rotoli. Tutti a parlare di web e poi non ci capiscono una mazza. Come la Carlucci che parla di facebook, uguale.
    Invece è proprio così, il blogger è diverso dal giornalista. Io ho un blog, non una redazione, e ho il sacrosanto diritto di andarmene un mese in vacanza senza mai controllare la mail senza dovermi preoccupare se qualche idiota ritiene offensivo un pezzo di un mio post o, peggio, un commento inserito da un utente.
    Se l’idiota in questione si ritiene offeso va nello spazio dei commenti e, da persona civile scrive quello che invece ritiene essere giusto e mi spiega PERCHE’ ritiene che io abbia sbagliato, fornendo adeguate fonti e collegamenti. E’ così che il web si autoregola, è così che funziona.
    E semplicemente se uno scrive vaccate dalla mattina alla sera che vengono continuamente evidenziate la gente smetterà di seguirlo.
    Quindi smettetela di voler trasformare internet in una grande tv e a voler far sottostare gli strumenti web a una legge del 48.
    E smettetela di fare finta di essere moderni, che siete solo dei conservatori fermi all’anno 1000.

  9. [...] dichiarazioni rese – attraverso il suo blog! – dall’On. Ciccanti sono, a dir poco, [...]

  10. bruno saetta scrive:

    All’On.le Ciccanti si può rispondere tranquillamente che quanto asserito non trova perfetta corrispondenza con la realtà.
    Prima di tutto c’è da precisare che le norme, sia civili che penali, valgono in tutti gli ambiti compreso nella rete internet che, come asserisce la Suprema Corte, non è altro che uno strumendo di diffusione di informazioni, e non certo un porto franco od un far west. Per cui una frase od un articolo costituente reato, presumibilmente diffamante, quindi, è punibile anche se commessa in rete, sulla base delle normativa attuale (ante ddl intercettazioni) ma anche sulla base della normativa prevista dal ddl intercettazioni. Non è certamente utile fare confusione, per cui è necessario chiarire che la norma del ddl intercettazioni alla quale Lei probabilmente si riferisce (cioè il comma 29) non tocca minimamente la normativa penale o civile, ma si limita ad estendere l’obbligo di rettifica previsto per i giornali e le testate editoriali a “tutti i siti informatici”, parificando quindi la rete tutta alla stampa, almeno per quanto riguarda l’onere della rettifica, ma non per quanto riguarda le prerogative della stampa, che invece non vengono estese alla rete, in modo tale che, una volta approvato il comma suddetto, la stampa sarebbe molto più libera della rete stessa.
    Al di là di questa imprecisione di non poco conto, giova continuare a ricordare che la normativa (ripeto, sia quella attuale che quella che avremmo dopo l’eventuale approvazione del ddl intercettazioni) non tocca minimamente le responsabilità penali.
    Un blogger soggiace sempre alle norme penali, per cui in caso di diffamazione ne risponderà ai termini di legge, anzi, ne risponderà in maniera “aggravata”, in quanto la rete è considerata strumento di pubblicità e quindi una diffamazione compiuta in rete è addirittura punita più gravemente della normale diffamazione.
    Aggiungo che la commissione di reati in rete generalmente può far scattare il sequestro preventivo del blog, e spesso si sequestra l’intero blog e non solo l’articolo incriminato, cosa che, come tutti sanno, non è assolutamente possibile con gli stampati o con i normali media.
    Un esempio di sequestro preventivo con oscuramento dell’intero blog lo si è avuto proprio il 29 giugno scorso, e, è importante farlo notare, il blog era risiedente su un server estero, e nonostante ciò la magistratura non ha avuto alcuna difficoltà a oscurare l’intero blog.
    E’ importante chiarire che il sequestro preventivo, che può avvenire in un paio di giorni al massimo dalla denucia, è il sistema principale per evitare danni al presunto diffamato, ma è anche un provvedimento cautelare, cioè interviene in una fase precedente al giudizio. Cioè, nel caso specifico, il blogger si è visto oscurare tutto il sito quando ancora non è imputato di alcunché, vi è solo una denuncia per presunta diffamazione!
    Penso che questo esempio pratico sia più che sufficiente per capire che la normativa attuale protegge tranquillamente i presunti diffamati da presunte diffamazioni in rete, e che le norme si applicano anche alla rete.
    Per cui non è corretto dire che una frase detta da un giornalista non sarebbe punita se detta da un blogger.
    Quello che, però, sembra ricavarsi dalla sue asserzioni non del tutto corrette, è che “nel nuovo testo della legge sulle intercettazioni i blogger debbano avere una zona franca penale”. Ebbene tale inciso, pur non immediatamente comprensibile, è probabilmente riferito al comma 29 che, come dicevo sopra, estende l’obbligo di rettifica alla rete. Non è, quindi, una modifica favorevole alla rete, anzi è una modifica del tutto peggiorativa. Preciso ancora una volta che la rettifica non ha nulla a che fare con la normativa penale o civile, in quanto con la rettifica un soggetto presunto “offeso” da articoli altrui, sulla base del SUO INSINDACABILE GIUDIZIO (quindi si fa giudice di se stesso) potrà richiedere la rettifica ad un blogger (ma anche a tutti i siti informatici) semplicemente perchè si ritiene offeso, indipendentemente dalla veridicità o meno della notizia in questione. E’ abbastanza evidente la differenza tra le due cose, da una parte un giudizio penale (o civile) nel quale è possibile oscurare in tempi brevi la notizia incriminata e nel quale giudizio, però, il blogger potrà difendersi e far valere le sue ragioni, quindi eventualmente dimostrare che quanto da lui detto è vero e documentabile, dell’altra un meccanismo burocratico demandato all’iniziativa personale di un semplice cittadino il quale su suo insindacabile giudizio deciderà se un blogger ha dato una notizia offensiva (non si tratta quindi di verità o falsità della notizia) e quindi chiede una rettifica che è obbligatoria, meccanismo nel quale non è previsto in alcun modo una difesa del blogger, oppure la possibilità di provare che la notizia sia vera e documentata.

    E’ evidente il fine completamente diverso delle due cose, assolutamente non apparentabili. La rettifica, infatti, si spiega come contrappeso alle prerogative della stampa (incensurabilità), che invece non vengono estese alla rete, imponendo a quest’ultima, quindi, solo gli oneri ma non i vantaggi della stampa. Per questo motivo tale estensione della rettifica appare una evidente aberrazione.

  11. gaetano alessi scrive:

    carissimo onorevole..che ne dite di studiare un po prima di rilasciare alcune dichiarazioni?

    Se lei vuole portare avanti una battaglia per abolire l’ordine dei giornalisti (inutile e dannoso) io sono con lei…ma equiparare Blog a Giornali è come dire che leone e gatto sono la stessa cosa..

    Poi se uno si sente “diffamato” può querelare comunque…indi perchè incattivirsi verso una forma di comunicazione che è accessibile a tutti e a basso costo?

    P.s quando buttate fuori i condannati per mafia dal vostro partito?

  12. [...] il diario (una versione di WP a se stante) discretamente aggiornato, dove l’Onorevole in un post di ieri ha scritto il famoso pensiero che lo ha fatto diventare celebre: “Non capisco perchè [...]

  13. Marco scrive:

    Non si possono equiparare bloggher e giornalisti perchè non sono la stessa cosa. Hai blogger si può rispondere, si può commentare, come in questa pagina! I blogger sono tantissimi, infiniti, e chiunque può averne uno, l’attendibilità di ciò che viene scritto viene decretata dai lettori, attraverso le adesioni al blog e ai commenti appunti. Se un blogger pubblica notizie false viene in poche ora “smascherato” dai lettori del blog o da altri blogger. A titolo di esempio: su wikipedia il tempo massimo di durata di una voce errata è stato, in assoluto, di 6 ore. Il tempo medio di correzione di voci false invece è di circa 2 minuti. Questo perchè il sito a milioni di visualizzazioni al giorno e migliaia di collaboratori in tutto il pianeta. Ergo: che c’entra il paragone di internet con la carta stampata?!? Come si può equiparare il meccanismo? Solo chi non sa niente di internet e non lo usa mai può essere così ottuso da non capire la differenza radicale e sistematica del mezzo di cui stia parlando. Anche questo articolo può essere commentato ad esempio. E, ad esempio, anche questo articolo contiene falsità. La nuova legge infatti è stata fatta in ISLANDA! E’ evidente che ci troviamo difronte a un incompetente. Ma grazie a internet abbiamo potuto commentare, non pretendo un rettifica perciò, grazie.

  14. Paolo Marani scrive:

    Io capisco solo che lei non ha la più pallida idea di quello che scrive, confondendo il diritto alla privacy con il diritto di espressione sancito dall’articolo 21 della costituzione.

    Del resto, personaggi come lei, perdurando nell’ecosistema politico, rendono lo stesso incapace di evolversi e produrre qualsiasi evoluzione positiva nella gestione della cosa pubblica e nella salvaguardia dei diritti.

    Non voglio chiamarla incompetente, poiché le concedo il beneficio del dubbio, così come non posso chiamare criminale colui che non è arrivato all’ultimo grado di giudizio. Ma lei, alla corte di cassazione dell’incompetenza, c’è davvero molto molto vicino.

  15. [...] si mantiene su livelli elevati, stavo, infatti, girovagando per il web e mi sono imbattuto in questo post del blog dell’On.le Ciccanti una vera chicca nel suo genere. Commentando con alcuni amici in Rete ancora svegli a [...]

  16. giovanni scrive:

    Alla fine avete vinto voi politici: QUESTO DEVE RESTARE UN PAESE DI MERDA. nON VOGLIO NENACHE ENTRARE NEL TEMA DELLA DISCUSSIONE, CENSURA, LIBERA INFORMAZIONE ECC , non si puo’ discutere con quanti operano quotidianamente per l’avvilimento delle liberta’. è chiaro anche ad un bambino la SUA INTENZIONE, è la stessa riproposizione della PRIVACY del pacchetto intercettazioni-giustizia da censurare. La zona franca ve la state costruendo voi con le leggi da “sarto”

  17. xkenx8610 scrive:

    Caro onorevole, sono stato iscritto al suo partito per diversi anni, e mi ricordo che lo ho lasciato da quando l’onorevole Casini faceva da tappetino all’allora presidente del consiglio, per cui le sue parole sui blog non mi meravigliano, del resto è da anni che da me non beccate più il voto. Le consiglio una lettura per l’estate per documentarsi sull’argomento:
    Giro di vite contro gli hacker – Bruce Sterling – shake edizioni.
    Io nel mio piccolo, visto come butta la politica italiana, sto cercando lavoro in ASIA.

  18. elio e le storie stese scrive:

    ma LEI sig. politico, non è mica il collega di partito di CUFFARO ( CONDANNATO PER ESSERE AMICO DELLA MAFIA)? Lo sa che il suo partito va forte in CALABRIA e in SICILIA? Ma lei è in grado di sitinguere un database da un Hardisk?

  19. [...] dichiarazioni dell’On. Amedeo Ciccanti non hanno bisogno di ulteriori commenti, sono autoesplicative ed [...]

  20. Amedeo Ciccanti scrive:

    Grazie. Comprero’ il libro e lo leggero’ con interesse sperando che mi faccia cambiare idea. Per adesso rimango dell’idea che tutti sono uguali di fronte alla legge, senza che i blogger abbiano anche loro il “mini lodo” per essere come Berlusconi senza legge!

  21. [...] di casa nostra Di buonocoremauro Amedeo Ciccanti dice la sua su blog e diritto di rettifica, e dalla blogosfera piovono puntualizzazioni che sottolineano come l’Onorevole si esprima [...]

  22. xkenx8610 scrive:

    purtroppo non si tratta soltanto di oscurare i blog (di per se cosa nefanda in quanto intacca la libertà di espressione)
    e neppure soltanto di una manovra finanziaria che colpisce soprattutto chi detiene famiglia con prole
    sono deceduti due soldati……. la politica italiana attualmente esprime forse solo solidarietà, ma forse e probabilmente è giusto fare conoscere un poco di cultura…..
    di quella cultura che permette che a fare carriera nella difesa italiana siano i concubinaggi delle mogli, nooo non delle mogli dei soldati, degli amministrativi, dei commissari.
    sia CHIARA una cosa io ho solo ascoltato, quello che mi ha riferito mia moglie…. tra donne…
    del resto come lei riferisce……. i carri armati oto melara hanno grossi problemi di service, tanto è che si devono inviare in retrovie delle zone operative civili, anche già in pensione.
    Tutto a posto, in quanto che gu.rgu.gni ha provveduto ad assumere pressoe l’oto il figlio di un ammiraglio……….
    il tutto mentre il politicante dalle grosse orecchie che si era presentato in DI CROSTA giubbotto dell’areonautica militare…….
    si è ben presto dimenticato dell’attività degli operativi.
    Tanto è che tante funzioni della difesa sono state di fatto trascurate a discapito…………………….
    non aggiungo altro
    ancora deceduti tra gli operativi della difesa e tanti altri graduati che stanno col sedere al coperto….
    per non dire di peggio………….
    vomito vomito solo vomito……………
    il presidente del consiglio di lamenta dei soldi spesi per il milan……….
    VOMITO VOMITO SOLO VOMITO
    Marchionne, con l’appoggio di cisl e uil, dopo i soldi che la fiat ha preso sugli investimenti al sud facendo prendere per nuovi macchinari già usati a mirafiori……..
    VOMITO, VOMITO, VOMITO
    mai visto cosa dice wikipedia sui fondo comuni?
    mai visto il cda del fondo cometa (METALMECCANICI)
    mai visto che sicuramente esiste membro cisl, forse presidente è uil, probabilmente il membro cgil è ben nascosto……
    Vo mi to VOMITO VOMITO
    C’è anche la storia della pista di test in puglia, data in gestione dalla fiat ad ex dirigenti(suoi), e che ha avuto soprattutto uno sviluppo immobiliare……..
    tutto a posto, don’t worry
    pifferi, chiedo asilo in un qualche paese asiatico
    l’oscuramento dei blog è solo per oscurare la verità( od almeno qualche cosa che ci si avvicina )

    a noi italiani blog writer, forse, rimane solo l’esilio.
    esplicito infine che sono fortemente contrario ad ogni forma di violenza, e che faccio questo per la mia prole.

  23. xkenx8610 scrive:

    grazie, onorevole, il libro merita, e il fatto che abbia ascoltato il mio consiglio non fa che onorarmi.

  24. Giuseppe scrive:

    Egregio Onorevole, la differenza di fondo sa dov’è ? Nella diffusione della notizia. Un blog che dica una inesattezza viene corretto, in tempo reale, nella rete da altri 1000 blog che smentiscono la notizia. Quando invece un giornale (di regime) dice inesattezze, viene finanziato dai soldi pubblici e vende milioni di copie. I giornalisti professionisti sono protetti da un albo. I blogger no. I giornalisti professionisti sono pagati (spesso, non sempre). I blogger no.

    E’ la differenza tra professione e amatorialità.
    Come dare una squalifica di 6 mesi ad un ragazzino che fa a cazzotti con l’amichetto durante una partita di calcetto, come se fosse Totti.

    Si rende conto delle cazzate che dice ? Cominci a far valere la legge per i suoi onorevoli colleghi ed esimi soci di partito, poi potrà avere anche la levatura morale di dar lezioni di giurisprudenza e impunità a terzi

    Cordiali Saluti

  25. Lorenzo Sinisi scrive:

    Sei un cretino! Altro che onorevole….

  26. polibio scrive:

    sei un grande ti vogliamo sempre così. moderato, assennato, solido e teso al bene della nostra amata Patria. Anzi, i blog li farei aprire solo col pagamento di una tassa

  27. Amedeo Ciccanti scrive:

    “sara’ data risposta a tutti, anche se il sito e’ un cantiere aperto perche’ in ristrutturazione. Siccome le do personalmente, oggi sono impegnato ancora con la manovra finanziaria, poi mi dedico alla materia solo prendendo in considerazione le critiche argomentate ed educate. Non risponderò’ a chi insulta o si esprime in termini personalistici e maleducati. Non appartengono al mio orizzonte di relazioni umane.”
    Amedeo Ciccanti

  28. Amedeo Ciccanti scrive:

    ..Mi verrebbe voglia di fare anche per Lei simpatici paragoni…ma debbo onorare il mio status… Spero solo che non mi dia più’ fastidio…

  29. Amedeo Ciccanti scrive:

    Caro amico, dici cose interessanti, ma tra il “vomito” e’ difficile prenderti sul serio…

  30. Amedeo Ciccanti scrive:

    Ecco perche’ sono contrario alle “zone franche penali”; ecco chi sono gli “squadristi”; ecco chi distrugge la liberta’ dei blogger…

  31. Amedeo Ciccanti scrive:

    Grazie! Il tuo commento spiritoso si avvicina molto alla realta’ se non fosse che il mio sito sara’ gratis come lo e’ stato sempre. Basta vedere il numero dei visitatori…

  32. xkenx8610 scrive:

    prima di tutto grazie D’ell AMICO,
    spero non sia un termine di convenienza, per cui contraccambio, AMICO.

    Il DDL rimandato era il frutto dell’ennesima campagna di DISINFORMAZIONE, in quanto si cerca di sviare da quelli che sono i veri e REALI problemi della rete. Su Wikipedia alla voce “cloud computing” si legge:
    “I sistemi di cloud computer vengono criticati principalmente per gli aspetti legati alla sicurezza e alla continuità del servizio. Utilizzare un servizio di cloud computing per memorizzare dei dati personali espone l’utente a potenziali problemi di violazione della privacy. I dati risultano in possesso dell’azienda che quindi se avesse un comportamento malevolo potrebbe accedere ai dati degli utenti al fine di eseguire indagini di mercato o di profilazione dell’utente. Questi problemi possono essere parzialmente aggirati crittografando i dati sul server al fine di impedire alla società di accedere ai dati ma questa soluzione comunque non risolve del tutto il problema dato che il servizio di cloud computing potrebbe monitorare le attività degli utenti per effettuare una loro profilazione a fini pubblicitari.”

    cosa che peraltro già avviene!!!!

    guardia in resta.

    onore all’onorevole gianfranco fini che in questi giorni ha dato esempio di eticità politica.

    buon duro lavoro, sinceramente.

  33. [...] di tutto per far credere che internet sia peggio del far west. Una delle ultime perle proviene da un parlamentare della cosiddetta opposizione che [...]

  34. Carlo Giusi scrive:

    Scrivo non per difendere l’Onorevole, ne tanto meno per far capire qualcosa, ma per il semplice fatto che io personalmente parto da un presupposto, e cioè, che c’è un problema altrimenti non se ne parlerebbe.
    Per altro in America il problema è stato risolto e ci sono durissime sanzioni, anzi per quelli che dicono di essere informati andate a leggere qui http://www.justice.gov/oip/foiapost/2008foiapost9.htm, se sapete un pò d’inglese, potete capire bene che il blogger in america è comparato al giornalista freelance, l’europa si è posta il problema, io parlo sempre di quelli che si soffermano alla pagliuzza (Irlana o Islanda???), e quelli che gridano che è sbagliato quello che dice un signore che è alla camera perchè disinformato, andate qui e leggete voi che siete aggiornati e non ignoranti, http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/058-31021-161-06-24-909-20080605STO30955-2008-09-06-2008/default_it.htm , voglio dire che il problema esiste voi che siete informati leggete ancora qui http://blog.panorama.it/mondo/2009/07/13/tra-obama-e-i-blogger-sta-finendo-la-luna-di-miele/ , finisco colleghi blogger informati, pensate che l’insulto la prepotenza o la convinzione di avere ragione possa comunque risolvere la questione? Io personalmente credo che quelli che in questi commenti si dichiarano blogger per prima cosa dovrebbero fare un passo indietro e pensare seriamente alla loro condizione, voglio dire, cosa può dire in blogger che insulta e non riesce a dare un senso di costrutto al suo squinternato discorso? se l’Onorevole vuole compararvi ai giornalisti dovreste ringraziarlo perchè secondo me non avete nulla da dire, ma anzi il fatto di darvi dei giornalisti mette una corona di alloro ai vs insulti.
    Per finire; penso che chi scrive correttamente e a qualcosa veramente da dire non ha paura del lupo cattivo, o di qualche legge che regolamenta l’ambiente web.
    Buona fortuna a tutti Carlo Giusi

  35. gabriele scrive:

    Il signor Senatore non è nuovo alle sue fantasie senza senso… Chi ha fatto l’errore di votare questa persona??

    http://www.youtube.com/watch?v=y2MTaw3hE0s&feature=email

  36. Amedeo Ciccanti scrive:

    Caro Marco,
    rettifico Irlanda, perché si tratta di Islanda. Per il resto non rettifico niente! Mi sembra che tutta la polemica dei blogger si sia soffermata su questo refuso, talché il problema dovrebbe risolversi tutto qui. Per il resto, ossia per la sostanza della questione, ci sono poche idee e confuse. Salvo alcune interessanti riflessioni su cui interverrò con rispetto, ho trovato solo insulti e faziosità. La mia dichiarazione – che confermo – non è per mettere il “bavaglio ai blog” ovvero per censurare la verità: tutt’altro! La mia volontà è quella di censurare la menzogna! Difendo la parte offesa, quella più debole! Rettificare non è una limitazione di pensiero ma riconoscere il diritto di esistenza di un’altra opinione. Non mi sembra di aver chiesto il silenzio ma il diritto di parola di qualcun altro ….

  37. Amedeo Ciccanti scrive:

    ..forse gli stessi che hanno fatto l’errore di darti la parola…

  38. Ciccanti scrive:

    Ciccanti…

    [...] something about ciccanti[...]…

  39. [...] Este incredibil, dar există politicieni care chiar susțin acest lucru. De exemplu senatorul UDC Amedeo Ciccanti este de părere că atât bloggerii cât și ziarele sunt operatori de informații, prin urmare [...]

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